Notre Dame stenta a reggere il peso dei suoi 850 anni a causa dell’inquinamento e del turismo di massa.

Una campagna di raccolta fondi, con l’obiettivo di racimolare 100 milioni di euro, per rimettere a nuovo la Cattedrale di Notre Dame, una delle icone di Parigi. Avviata dallo stesso arcivescovo della capitale francese, il cardinale André Vingt-Trois.  Antica di 854 anni, la struttura che troneggia sull’Île de la Cité ha ricevuto gli ultimi lavori di un qualche rilievo negli anni Novanta del secolo scorso. Ma oggi, complici l’inquinamento e il crescente e il turismo di massa che porta all’interno delle sue navate e delle anguste scale a chiocciola delle sue torri fino a 12-14 milioni di ospiti l’anno, siamo in piena emergenza, con pezzi di pietra delle antiche statue e dei celebrati gargoyle che hanno letteralmente creato dei depositi al suolo.

“Se non facciamo questi lavori ( ha spiegato Michel Picaud, il presidente della non profit Friends of Notre Dame de Paris, istituita dall’arcivescovo) potremmo vedere parti della struttura esterna che crollano al suolo. È un rischio molto serio”. Funzionari della cattedrale, che assicurano che il monumento è tuttora sicuro per i visitatori, raccontano di aver creato un vero e proprio “cimitero di pietra” con i pezzi che cadono.

La struttura sembra prossima al punto di rottura. Nel maggio scorso, lo Stato Francese e la diocesi hanno firmato un’intesa mirata ad avviare un piano di restauro ventennale, che dovrà portare importanti interventi anche alla guglia e, in seguito, al capocroce e al transetto, all’interno. La stima di spesa complessiva è di 150 milioni di euro. Lo Stato, che già oggi dà a Notre Dame 2 milioni di euro all’anno, eleverà questa cifra fino a un massimo di 4, in misura proporzionale ai fondi che la Chiesa stessa riuscirà a racimolare in proprio.